| [1] [2] [3] [4] [5] |
Ora
esatta: |
E’ nato oggi a Corfù il primo circolo estero di Legambiente. L’assemblea che ha fondato il nuovo circolo si è riunita dopo un’iniziativa pubblica di presentazione dell’associazione a cui ha partecipato Maurizio Gubbiotti per la segreteria nazionale di Legambiente.
- Ci sarà anche Legambiente sabato 25 febbraio alla marcia da Bussoleno a Susa organizzata dai movimenti No Tav insieme alle Amministrazioni Comunali e alla Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone per ribadire, come fa da oltre vent'anni, la contrarietà dell'Associazione al progetto di una nuova infrastruttura ad alta velocità Torino Lione.
I siti presi in esame: Lago di Vico, Molfetta, Pesaro, Golfo di Napoli, Colleferro e basso Adriatico. Legambiente: “Un cimitero chimico letale per l’ecosistema e la salute delle persone”
Silenziosi e letali. Sono oltre 30mila gli ordigni inabissati nel sud del mare adriatico, di cui 10mila solo nel porto di Molfetta e di fronte a Torre Gavetone, a nord di Bari; 13mila i proiettili e 438 i barili contenenti pericolose sostanze tossiche inabissati invece nel meraviglioso golfo di Napoli; 4300 le bombe all’iprite e 84 tonnellate di testate all’arsenico nel mare antistante Pesaro. Ci sono poi i laboratori e i depositi di armi chimiche della Chemical City in provincia di Viterbo e l’industria bellica nella Valle del Sacco a Colleferro.
Roma, 21 febbraio 2012, ore 9,30
Senato della Repubblica
Sala ex Hotel Bologna, via di Santa Chiara, 4
L’Italia vittima delle armi chimiche. Dal Lazio alla Puglia, dalle Marche alla Campania e alla Lombardia, terreni, stabilimenti e discariche sottomarine continuano ad ospitare arsenali e ordigni chimici prodotti dall’industria bellica italiana dagli anni ‘20 fino alla seconda guerra mondiale. Un’eredità pesante e ancora pericolosa che deve essere affrontata.
Legambiente e il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche fanno il punto della situazione presentando il dossier nazionale “Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa”.
“Siamo incazzati neri. Neri come il carbone, la fonte di energia più vecchia e sporca che c’è”. E’ lo slogan lanciato oggi dalla coalizione Fermiamo il carbone, che ha dato vita a un nuovo sito, www.incazzatineri.it, per condividere e diffondere le ragioni della sua contrarietà all’uso del carbone nelle centrali elettriche italiane.
“E’ molto significativo che il presidente dalla Repubblica, nel momento in cui tutta l’Italia sta aspettando indicazioni per il rilancio dell’economia, sottolinei l’importanza di un sviluppo sostenibile e ambientalmente responsabile ed avverta delle opportunità di crescita insite nell’economia verde”. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza sulle parole inviate da Giorgio Napolitano in occasione del Convegno I cambiamenti climatici come opportunità - Da Durban al Rio + 20 Earth summit.