Laghi silani: le proposte di Legambiente alla conferenza dei servizi.


 

Questa mattina Legambiente è stata ascoltata dalla conferenza di servizi indetta dalla Regione Calabria in merito al piano di gestione dell'invaso Arvo proposto da A2A, che prevede lo svuotamento del bacino e la fluitazione dei sedimenti contenuti nel fondo del lago. Legambiente ha ribadito la contrarietà al progetto di A2A ed ha consegnato alla conferenza dei servizi una articolata memoria con le osservazioni di merito su quanto proposto dal gestore degli impianti idroelettrici silani.
 
Durante l'audizione è stato precisato dai dirigenti dell'associazione Falcone e Nicoletti che, se giudicati necessari, gli interventi in un’area protetta devono essere rispondenti alla tutela della biodiversità e del paesaggio. Hanno inteso, inoltre, lanciare la sfida al colosso energetico A2A chiedendo misure innovative tali da non pregiudicare gli habitat e le specie tutelate dal Parco nazionale della Sila, e non creare nocumento alle attività turistiche legate alla fruizione della natura, che contemplano però un invaso pieno, quale occasione straordinaria di sviluppo e occupazione.
 
Per Legambiente quanto prospettato da A2A è insufficiente e non adeguato al know-how di cui la società dispone e soprattutto inadeguato rispetto a quanto si intende investire sul territorio, dal quale recupera ingenti benefici e risorse. Alle istituzioni interessate chiediamo che, ognuno per quanto di competenza, facciano il loro dovere difendendo l’interesse pubblico e dei cittadini. Da parte nostra terremo vivo l'interesse su questa vicenda senza tentennamenti e con convinzione rispetto alla necessità di tutelare gli interessi collettivi, perciò abbiamo preannunciato il ricorso alle istituzioni nazionali e ed europee per verificare eventuali violazioni del diritto comunitario.
 
Alla luce di quanto esposto riteniamo di avanzare la seguente proposta circa le modalità operative per effettuare le attività manutentive dell’invaso. Chiediamo pertanto, ai responsabili della procedura e della conferenza di servizi e alle autorità competenti al rilascio dei pareri, che:
·         si valutino misure tecniche alternative allo svaso e alla fluitazione, verificando la fattibilità tecnica dell’utilizzo di metodiche non invasive per l’ispezione alle opere di presa e all’eliminazione dei sedimenti (es. dragaggio a invaso pieno o altra tecnica);
·         si richieda ad A2A che il piano di gestione sia realizzato sulla base di elementi conoscitivi tecnico-scientifici recenti secondo le nuove disposizioni di legge e non del 2005;
·         le analisi sui sedimenti realizzate nel 2005 devono essere aggiornate ed effettuate in contraddittorio con una parte terza (l’Arpacal);
·         visto che si interviene in un’area protetta si proceda alla valutazione degli impatti tenendo conto del preminente interesse collettivo di tutela della biodiversità e del paesaggio silano, approfondendo gli effetti dell’azione di fluitazione dei sedimenti sugli habitat e le specie;
·         gli interveti proposti vengano sottoposti a Valutazione di incidenza ambientale (VINCA), basata su studi conoscitivi più approfonditi, monitoraggi di tutte le diverse specie/habitat presenti, e considerando tutte le perturbazioni e danni che si possono causare ai siti della rete Natura 2000;
·         si valutino gli interventi tenendo conto sia delle interferenze con la Direttiva habitat che con la Direttiva Acque (WFD) e la Direttiva Alluvioni di cui no si fa cenno nella documentazione proposta;
·         si chiariscano i tempi del complesso degli interventi proposti nel piano di gestione, predisponendo un timing chiaro sugli interventi di svaso totale, definiti in 40 giorni, e di svaso parziale da ripetere annualmente per 5/8;
·         verificato che il complesso di attività proposte dura almeno 10 anni, non sia necessario predisporre una Valutazione ambientale strategica (VAS) che tenga conto anche degli impatti economici e sociali dell’intera operazione proposta nel piano di gestione.
 

È da sottolineare che al termine dei lavori, si è svolto un primo confronto tra i dirigenti ambientalisti e i responsabili della A2A, per una più approfondita analisi delle posizioni di Legambiente rispetto al progetto avanzato dalla concessionaria