CONCLUSA LA CAMPAGNA NAZIONALE AIB DI LEGAMBIENTE PER L'AVVISTAMNETO DEGLI INCENDI BOSCHVI NEL PARCO NAZIONALE DELLA SILA

Si ?onclusa la Campagna nazionale AIB 2004 di Legambiente nel Parco nazionale della Sila, realizzata con il contributo della Direzione Generale per la Protezione della Natura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. E' stata coordinata per il quarto anno consecutivo da Legambiente Sila con il coinvolgimento dei circoli di San Giovanni in Fiore, Petilia Policastro, Zagarise e Longobucco. “Dal 1 Agosto al 15 settembre, - ha dichiarato Giannetto Alessio, presidente di Legambiente Sila - 53 volontari per 12 ore al giorno sono stati impegnati per 5.400 ore complessive, ed hanno garantito una attivit?i salvaguardia del patrimonio naturalistico e paesaggistico del Parco nazionale della Sila, attraverso l'avvistamento e la segnalazione dei principi di incendio boschivo. I volontari di Legambiente dislocati attraverso 10 postazioni di avvistamento fisse e mobili hanno svolto una funzione di controllo del territorio del Parco e delle aree pi sensibili dell'Altopiano Silano”. Una organizzazione capillare sul territorio, nella quale la sede del Circolo di San Giovanni in Fiore ha svolto anche il ruolo di Base operativa, che ha permesso di smistare immediatamente al Corpo Forestale dello Stato ed ai Vigili del Fuoco le circa 40 segnalazioni di principi di incendi boschivi che le vedette hanno avvistato. “Nonostante sia aumentata la vigilanza e la capacit?i segnalazione rapida dei focolai di incendio - ha aggiunto Antonio Nicoletti, responsabile nazionale della Campagna - l'estate appena trascorsa ha segnato un preoccupante aumento degli incendi nella settimana di ferragosto, che ha visto un incremento dei roghi del 406% rispetto allo stesso periodo del 2003, e l'aumento del 300% dei roghi nei primi 10 giorni di settembre rispetto ai due mesi precedenti”. Un dato che deve far riflettere e migliorare la capacit?i previsione, prevenzione e di lotta attiva agli incendi boschivi e bloccare l'opera di piromani ed ecomafiosi. “Stroncare gli interessi degli incendiari ?'altro punto carente che abbiamo riscontrato - continua Nicoletti - non aver realizzato il catasto delle aree percorse dal fuoco nel periodo 2001/2003 ?ertamente un segnale di disattenzione da parte dei comuni e degli enti locali. Per verificare lo stato di applicazione della legge quadro sugli incendi boschivi, 353/2000, nei comuni del Parco nazionale della Sila la nostra Campagna prevede, dal prossimo mese di ottobre, una ricognizione ed una indagine conoscitiva che individui e denunci inefficienze e omissioni alla legge”. La lotta agli incendi boschivi necessit?i una paziente azione di coordinamento tra i vari soggetti del territorio, per contrastare questa piaga, Regione, Province, Comunit?ontana, Comuni, Afor e lo stesso Ente Parco nazionale della Sila debbono adoperarsi e programmare per tempo i loro interventi. Assistiamo invece a straordinarie negligenze da parte di questi soggetti. “In primis il Parco nazionale della Sila - conclude Nicoletti - che non si ?otato del Piano contro gli incendi boschivi previsto dalla legge 353/2000, e nel suo scandaloso bilancio di previsione sono stati accantonati pochi spiccioli per la prevenzione degli incendi boschivi: appena 165.000 Euro, il 2,3% dell'intero bilancio. Meno di quanto hanno preventivato per consulenze e incarichi. Il Parco ?ompletamente latitante nel far rispettare le regole e imporre i vincoli che, nonostante siano vigenti sul territorio, nessuno rispetta. Gli incendi boschivi, la diffusione di microdiscariche, gli abusi edilizi dimostrano che questo soggetto ha completamente fallito la sua missione, i cittadini non percepiscono nell'attuale Ente parco un difensore della natura e del paesaggio silano. Anzich?nfondere fiducia e fornire certezza del rispetto delle leggi a salvaguardia del nostro patrimonio naturalistico, il Parco ?oralmente responsabile delle illegalit?he vengono praticate in Sila”.