Ridurre si può


 

Anche quest'anno il circo Sila di Legambiente ha partecipato alla giornata di mobilitazione della campagna “Ridurre si può”, indirizzata alla sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti. Il tema di quest'anno è stato incentrato sul problema degli imballaggi. I soci del circolo Sila si sono recati nella mattinata di domenica 27 novembre presso il supermercato “Carrefour market” in località Olivaro e presso la “Maxi Sidis” in località Difesa della Serra. Quest'anno l'attività si è concentrato sulla distribuzione di materiale informativo e sulla compilazione di un semplice questionario che poneva alcune domande rivolte al tema degli imballaggi e alla situazione dei sacchetti di plastica.

Quello del packaging è un problema sottovalutato ed ancora oggi non viene percepito come fra le cause principali della produzione di rifiuti. I clienti dei supermercati che hanno risposto al questionario hanno evidenziato come pur non conoscendo a fondo il problema, lo stesso è ben visibile solo osservando la spazzatura indifferenziata di casa: Il packaging occupa infatti gran parte di questa. Alla domanda su quale sia l'imballaggio più inutile tra gli ingombranti degli elettrodomestici, quelli alimentari e quelli da trasporto le risposte maggiormente date hanno riguardato le prime due tipologie di ingombranti. La maggior parte dei clienti ha espresso una totale inutilità degli stessi, soprattutto per quanto riguarda gli imballaggi alimentari, proponendo acquisti al dettaglio senza imballaggi magari risparmiando qualcosa sul prezzo del prodotto. Molti hanno espresso favorevolmente l'eventuale uso di alternative ecologiche e biodegradabili al posto dei tradizionali imballaggi, mentre una buona percentuale di interpellati hanno fatto notare che se gli imballaggi esistano un motivo ci sarà, o meglio che l'uso degli imballaggi è necessario in quanto è sinonimo di pulizia, per quanto riguarda gli imballaggi alimentari, mentre ha un uso protettivo per quanto riguarda gli imballaggi degli elettrodomestici e quelli da trasporto. In definitiva quello degli imballaggi è un problema evidente che però necessita di una soluzione alternativa ecologica per poter sostituire gli stessi.

L'argomento dei sacchetti di plastica ha dato risultati con altrettanti chiaro-scuri. E' passato un anno dalla legge sull'eliminazione dei sacchetti di plastica dal commercio italiano, ma pochi si sono accorti di ciò. In realtà anche se

 l'informazione è stata piuttosto inconsistente e i media hanno con il tempo snobbato un cambiamento che dovrebbe incidere moltissimo sullo stile di vita degli italiani, con benefici diretti sull'ambiente, qualcosa si è mosso. Tra i clienti che hanno risposto alla seconda parte del questionario, abbiamo potuto constatare come tante siano le persone che oramai utilizzano alternative ecologiche come le borse in tela di cotone o iuta, o i sacconi in MaterBi o plastica comprati direttamente al supermercato, sostituendo in questo modo i vecchi sacchetti di plastica del supermercato. Purtroppo solo pochi supermercati hanno interpretato la legge per quello che dovrebbe rappresentare, ossia eliminazione dei sacchetti sostituzione degli stessi con alternative riutilizzabili o riciclabili al 100%. La maggioranza dei supermercati continua ancora ad “aggirare l'ostacolo”, sostituendo il vecchio sacchetto di plastica con il sacchetto in plastica con aggiunta di additivo che velocizza il processo di degradazione del sacchetto in un tempo che varia intorno ai 5 anni (almeno ciò è quello che sta scritto sui sacchetti). Bontà nostra, che molti sono gli utenti che trovano più utile adoperare i sacchetti riutilizzabili portandoli direttamente da casa, riscontrando da parte loro un'attenzione particolare verso l'ambiente, convinti probabilmente anche da un discreto risparmio economico che in tempo di crisi si sente in modo particolare. Alla risposta se ha trovato significativi cambiamenti sulla situazione della diffusione dei sacchetti in plastica rispetto lo scorso anno, una buona fetta di clienti, soprattutto coloro che abitualmente fanno la spesa, in particolar modo chi fa la spesa per tutta la famiglia, ha risposto che molti sono oramai coloro che fanno uso di sacchetti alternativi in MaterBi o altri materiali. Gli utenti occasionali e i più “sbadati” sono invece coloro che utilizzano ancora il vecchio sacchetto che il market ha in dotazione. Lamentele a riguardo sono venute da alcuni clienti che hanno fatto notare come siano aumentati i prezzi dei sacchetti in plastica ma come questi siano sempre gli stessi, quindi non in amido di mais, avendo anche il marchio del supermercato. Scarsa è secondo ai più, l’informazione riguardo l’abolizione dei sacchetti in plastica. Ad informare i cittadini sulla legge, anziché i media nazionali, risultano essere stati i supermercati stessi soprattutto durante i primi mesi di quest’anno quando la legge è entrata in vigore.  

In definitiva si può dire che un miglioramento o meglio, un cambiamento sull’uso dei sacchetti in plastica ci sia stato, merito dei consumatori più intelligenti che preferiscono utilizzare sacchetti alternativi alla plastica, risparmiando anche a livello economico con un occhio di riguardo sull’ambiente. Lo stesso non si può dire dei distributori commerciali ed in particolare del commercio al dettaglio, dove purtroppo è rilevabile come sia diffuso il sacchetto in plastico con aggiunta di additivo. Il cambio è quindi principalmente a livello culturale e di abitudine dei clienti ma certamente ciò non può bastare se non si affianca una politica del risparmio e della definitiva sostituzione del sacchetto di plastica con alternative ecologiche.

La campagna è stata sicuramente positiva come lo scorso anno. Molti sono stati i curiosi che si sono fermati presso le bancarelle allestite da Legambiente nei due supermercati. Vi è quindi una particolare attenzione riguardo la tematica dei rifiuti e della loro riduzione, e sull’eliminazione degli imballaggi. Il tema dei sacchetti in plastica è ancora avvertito ma si è notato come sia risultata impalpabile la legge fino ad oggi. Se un cambiamento c’è stato ad oggi su questo tema lo deve soprattutto ai cittadini che avvertono l’emergenza rifiuti a 360° e danno il loro piccolo contributo anche utilizzando le alternative ecologiche al sacchetto di plastica.

  Circolo Legambiente Sila di San Giovanni in Fiore.