Nomina del vicepresidente del Parco nazionale della Sila

CON LA NOMINA DI UN ESPONENTE DI A.N. COME VICEPRESIDENTE NEL PARCO NAZIONALE DELLA SILA SI COMPLETA LA LOTTIZZAZIONE DOPO IL TERRITORIO SILANO HANNO COMMISSARIATO ANCHE IL PRESIDENTE LA COMUNITA' DEL PARCO NON CONTA NULLA , CONTANO SOLO LE TESSERE Lo avevamo gi?critto e denunciato che nel Parco nazionale della Sila regna una rigida spartizione e lottizzazione politica, ed oggi con la nomina di Fratto a vicepresidente in quota ad Alleanza Nazionale, ?vidente che chi amministra il Parco non fa prigionieri e non lascia nulla ai veri rappresentanti del territorio. “Dopo aver designato nel Parco per conto delle associazioni ambientaliste di regime politici camuffati da ambientalisti - ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente - e dopo aver nominato come rappresentanti del Ministero persone che non hanno nessuna competenza nel campo della conservazione della natura, il cerchio si chiude con un vicepresidente che non ?tato scelto dalla Comunit?el Parco di cui ne dovrebbe essere espressione. E' la riproposizione di una volont?olitica che vuole umiliare e condizionare le scelte della comunit?ilana e per questo, dopo aver designato i federali di partito e commissariato il territorio, si commissaria anche il Presidente del Parco che, nonostante sia stato nominato da loro stessi, ?tato reso pi innocuo di quanto lo sia stato in questi primi mesi. Un presidente dimezzato, ostaggio di una parte politica, la cui funzione ?tata ridimensionata alla semplice rappresentanza”. Il vicepresidente del Parco, secondo la legge 394/91, deve essere scelto tra i rappresentanti della Comunit?el Parco in seno al Consiglio Direttivo dell'Ente Parco. La - Comunit?el Parco, costituita dai sindaci, dai presidenti della regione, delle province e delle comunit?ontane, in Sila ?omposta da enti per la stragrande maggioranza di centrosinistra che si ritrovano oggi ad avere come loro massimo rappresentante in seno al Parco un esponente di AN. Un vicepresidente scelto dunque senza consultare la Comunit?che non ?tata ancora volutamente insediata, ma che ?oprattutto espressione della minoranza. “Nei Parchi nazionali - aggiunge Nicoletti - minoranza e maggioranza non sono contemplate, perch?i ?empre lavorato d'intesa e soprattutto ha prevalso la qualit?ei rappresentanti, in Sila le nomine fatte da Matteoli hanno innescato invece un meccanismo che ha stravolto regole consolidate e che ha trasformando l'Ente parco, da soggetto speciale per la valorizzazione del territorio, in una banale assemblea rappresentativa dell'appartenenza partitica e basta”. Una scelta disastrosa per il Parco, che rischia di vedere banalizzato il proprio ruolo la sua autonomia e la sua funzione. Una degenerazione della politica e delle sue regole, che vede sostituire all'interesse della comunit? del territorio quello delle correnti di partito con il chiaro intento di mettere in discussione e affossare il Parco ottenuto dopo un duro e sofferto iter che ha visto, nel bene e nel male, protagonisti i sindaci che oggi sono completamente esclusi dalla vita del Parco. “E' giunto il momento che anche gli enti locali facciano sentire la loro voce per non essere complici di questo disastro. Meno ambiguit? campanilismi, per garantire un futuro alla Sila che sta subendo un affronto per mano di chi vuole ridimensionare il disegno generale del Parco quale laboratorio di sviluppo sostenibile locale, e soprattutto vuole minare la sua strategia di partecipazione e di presidio democratico”.