Legambiente: l'ente parco pensa solo alle consulenze

E' trascorso un mese dall'inizio della campagna antincendio boschivo nel Parco nazionale della Sila, realizzata da Legambiente in collaborazione con la Direzione generale per la protezione della natura del ministero dell'Ambiente e del territorio, e che vede impegnati 50 volontari dei circoli dell'associazione ambientalista di San Giovanni in Fiore, Longobucco, Petilia Policastro e Zagarise; volontari che tutti i giorni, dalle ore 8.00 alle 20.00, attraverso una fitta rete di postazioni fisse e mobili presidiano il territorio per avvistare e segnalare gli incendi boschivi nel Parco. Un impegno che ha dato finora buoni risultati, per la capacit?i coordinamento dei volontari e per l'efficacia nel segnalare i roghi alle centrali operative del Corpo forestale dello Stato. “L'attivit?volta fino ad oggi - dichiara Giannetto Alessio, presidente di Legambiente Sila - ha permesso la segnalazione di oltre 30 principi d'incendio, quasi tutti avvenuti nelle ultime due settimane, durante i quali anche i nostri volontari sono intervenuti nell'opera di spegnimento del fuoco supportando il personale autorizzato. La crescita degli incendi in Sila - prosegue Alessio - ?a conferma di quanto ha denunciato il Corpo forestale dello Stato, circa un incremento del 406% dei roghi in Calabria dopo ferragosto, nel periodo pi caldo e ventoso di tutta la stagione”. Le attivit?i controllo e presidio nel territorio del Parco svolte durante la campagna hanno messo in evidenza, tra le altre cose, innumerevoli abusi edilizi non denunciati dai comuni e non sanzionati dal Parco; inoltre, sono state scoperte, come riferisce lo stesso Alessio, centinaia di piccole discariche. Proprio per contrastare la proliferazione di queste microdiscariche, durante la giornata di ferragosto ?tata svolta un'attivit?i informazione e sensibilizzazione dei cittadini attraverso l'affissione di manifesti e la distribuzione di migliaia di volantini, insieme alla consegna di sacchetti per la raccolta dei rifiuti”. “L'azione devastante e la strategia criminale di piromani ed ecomafiosi - aggiunge il responsabile di Legambiente Sila - oltre a ridurre in cenere pi di 100 ettari di boschi nel Parco nazionale della Sila, ha messo anche in evidenza tutti i limiti dell'organizzazione di prevenzione e spegnimento degli incendi boschivi. Basti pensare a ci??e ?uccesso durante l'incendio del 20 agosto in localit?onteoliveto, nei comuni di Serrapedace e San Giovanni in Fiore, dove un rogo che con un intervento tempestivo ed adeguato di uomini e mezzi poteva essere facilmente controllato, si ?nvece trasformato in un disastro. Sono andati distrutti oltre 40 ettari di bosco, un intero villaggio ?imasto senza soccorsi ed addirittura un'abitazione ?ndata distrutta. Un clamoroso esempio di inefficienza nei soccorsi e di un caso limite di cittadini lasciati al loro destino, senza la sicurezza di tutelare i loro beni. La sola nota positiva - conclude Alessio - ?tata rappresentata dallo spirito di abnegazione degli agenti del Corpo forestale dello Stato, che si sono adoperati per coordinare gli interventi dei pochi mezzi, e dei volontari che Legambiente ?iuscita a mobilitare”. E di limiti nella prevenzione parla il coordinatore nazionale aree protette e territorio di Legambiente, Antonio Nicoletti: “Dobbiamo amaramente sottolineare che anche contro gli incendi l'Ente Parco nazionale della Sila si distingue per la sua assoluta inconcludenza. Non solo non si ?otato di un piano contro gli incendi boschivi, come previsto dalla legge 353/2000, ma nel suo scandaloso bilancio di previsione sono stati accantonati pochi spiccioli per la prevenzione dei roghi: appena 165.000 euro, il 2,3% dell'intero bilancio. Meno di quanto hanno preventivato per consulenze e incarichi. Ma ?erso l'utilit?i un soggetto come l'Afor che nutriamo molti dubbi - aggiunge Nicoletti - ci chiediamo cosa faccia e perch?ul territorio di San Giovanni in Fiore manchino i loro uomini ed i loro mezzi nonostante sia il comune pi densamente boscato dell'intera Sila”.